Fattoria sociale

12/07/2011 § 1 Commento

[Contro ogni repressione, cottolengo – Anonimo, tecnica mista su muro scrostato – Pisa, 2011 ca]

Innanzitutto il lavoro fa male.
Tanto è vero che quando un medico visita un ammalato, come prima cosa gli dice: riposo assoluto!
Hai mai sentito dire: lavoro assoluto?”
(Eduardo De Filippo)

“Ma te ti trovi bene qui?” mi sento chiedere da lontano mentre sono chinato in un campo a raccogliere mazzetti di erba cipollina. A pormi la domanda è Vittorio, 48 anni, affidato dai servizi sociali a lavorare qui nell’azienda agricola ove sto proseguendo la mia tournée come wwoofer.
Vittorio ha avuto un’infanzia difficile: è cresciuto in un orfanotrofio fino a che non l’hanno cacciato anche da lì. Tredici anni fa ha cominciato ad avere problemi psichiatrici e ha dovuto smettere di lavorare.
Ora viene qui tutte le mattine. Gli piace, questo posto lo fa stare bene anche se non è che faccia granché, ed è giusto così: ci ha messo tanti anni per raggiungere lo status di malato mentale ed ora si gode la libertà di poter lavorare solo quando ne ha voglia.
Scherzosamente lo chiamano “il caporale” perché a volte ci dice quello che dobbiamo fare e poi se ne sta lì seduto a guardarci lavorare mentre fuma una sigaretta dietro l’altra. In verità Vittorio è una persona buonissima ed è amato e rispettato da tutti. Spesso alla domenica ci porta al mare con la sua vecchia Uno scassata in uno di quei posti stupendi e poco affollati che solo chi abita qui in zona conosce.
Sentendomi chiedere da Vittorio se mi trovo bene, per un attimo ho pensato che mi stesse facendo la domanda da pari a pari, come se anche io fossi stato mandato qui dai servizi sociali. È che tutte le volte che mi trovo in luoghi che ospitano persone problematiche mi succede di pensare che forse a mia insaputa anche io sono lì per curarmi.
In effetti la differenza tra sanità e malattia è molto labile: Fabio, uno dei soci della fattoria, mi ha raccontato che tempo fa, recatosi all’USL per espletare alcune formalità relative all’accoglienza di Vittorio, fu scambiato per un matto. La persona con la quale stava parlando, dopo avergli fatto una fila di domande, resosi conto che non aveva a che fare con l’assistito ma con uno dei gestori dell’azienda, fece finta di niente, chiuse il fascicolo che stava compilando e ne aprì un altro proseguendo imperterrito la sua intervista.
Comunque sì, mi trovo bene qui, e penso anche che sia stata una buona idea quella di smettere di lavorare, sennò andava a finire che facevo la fine di Vittorio.
E se davvero sono stato mandato qui dai servizi sociali, vi chiedo di continuare a far finta di niente, probabilmente fa parte della cura.

Memorie #1 – Mario Maluco

05/09/2010 § Lascia un commento

Mario Maluco

Il nostro dirimpettaio di fattoria, dall’altra parte della vallata è Mario Maluco, Mario il Matto.
Dirimpettaio non è come in città che si è tutti gomito a gomito e quando la vicina apre la finestra il suo petto ti arriva in faccia.
Il dirimpettaio qui è a qualche centinaio di metri, dall’altra parte di quella che a tutti gli effetti è una piccola valle anche se siamo appena-appena in collina.
Mario Maluco ha una cosa che noi non abbiamo: il trattore.
Ci deve tenere molto a farci pesare questa sua superiorità perché lo usa da mattina a sera, va avanti e indietro per il suo quadretto di terra che l’avrà già arato venti volte, oramai è diventato una piscina a forza di passarci con l’aratro, ma sapete come sono fatti i contadini.
Io e Gil invece il trattore non ce l’abbiamo e usiamo la zappa e il carro de mao – la carriola – e siamo silenziosissimi, parliamo quasi sottovoce, sssshh, e Gil ha un passo felpato che sembra la Pantera Rosa.
Mario invece rumoreggia in continuazione col trattore poi ogni tanto spegne il motore e lancia degli urli che trafiggono il silenzio della vallata, gran begli urli devo dire – urli portoghesi.
Ma lui è matto quindi può – deve – urlare, mentre io e Gil non urliamo mai perché non vogliamo che si sappia troppo in giro che non siam mica normali.

Dove sono?

Stai esplorando le voci con il tag matti su Salti Mortali.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: