Maxwell e l’insalata

25/05/2010 § 2 commenti

Qui vige una regola non scritta: quando c’è da fare un lavoro di merda, quello tocca a me.
L’altra mattina ho dovuto scavare un fossato per interrare un cavo elettrico che servirà a portare l’elettricità dove non c’è, come ad esempio nel famoso armazem, il ripostiglio attrezzi.
Gil mi ha spiegato il percorso che il cavo dovrà fare e quindi del fossato da scavare, ma io gli ho fatto notare che ci sarebbe un percorso più breve e più logico di quello da lui prospettato – e dunque con meno lavori di scavo da fare.
No – mi ha risposto – non possiamo far passare il cavo di fianco all’orto perché Maria non vuole che ci siano campi elettromagnetici vicino all’insalata.
Cos’ééééé che ha detto Maria ???!!!???
Mi stai pigliando per il culo?
Dunque Gilbert Marijnus Van Hertog detto Gil, mettiamo bene in chiaro una cosa: se tu vuoi vivere la tua vita succube di una sciroccata che ha paura anche della propria ombra son cazzi tuoi, ma che per le sue paranoie io debba scavare un fossato lungo il quintuplo di quanto necessario mi sembra un po’ troppo.
Ho obiettato che se mai i campi magnetici dovessero influenzare la vita di un cespo d’insalata, questo non significa che mangiarlo faccia male alla salute – che sarebbe come dire che se mangi la carne di un maiale ucciso con una scossa elettrica ti fulmini anche tu – e che comunque di campi elettromagnetici è piena qualunque casa, compreso il frigorifero ove riporrai la tua bella lattuga.
Lui mi ha risposto con un aria rassegnata come a dire “Lo so che son tutte stronzate, però Maria vuole così”.

Che poi Maria non c’era neanche, era tornata a casa sua, e prima di parlare di elettromagnetismo mi faccia la cortesia di andare di là, studiarsi le equazioni di Maxwell e poi tornare qui, così potrà fare un discorso con cognizione di causa.
Che James Clerk Maxwell non è molto conosciuto ma è uno dei più grandi fisici di tutti i tempi che nell’800 unificò in un unica teoria l’elettricità, il magnetismo e la luce facendo sì che l’Universo divenisse un posto più elegante, mentre non mi risulta che si sia mai occupato di insalata – tranne all’ora dei pasti, ovviamente.

Come se non bastasse, dopo un po’ che stavo scavando attorno ad un cavo elettrico che incidentalmente avrei potuto anche spezzare con la zappa, Gil mi viene a dire che forse su quel cavo c’è tensione.
“Aspetta ancora un po’ a dirmelo, zioccan” mi sono lamentato
“Ah ma tanto c’è un fusibile” mi ha risposto lui beato.
Che, caro il mio babalone, se non c’è il salvavita – che infatti non c’è – la corrente che va a bruciare il filamento del fusibile è la stessa che un attimo prima è passata attraverso il mio cuore arrestandolo, testa di bidello.
Che te stai lì a preoccuparti dei campi elettromagnetici che passano di fianco all’insalata e non te ne frega un cazzo di quelli che possono attraversare il mio corpo.
L’inflazione galoppa e le mie quotazioni sono in calo verticale: adesso valgo meno di un cespo di lattuga.

Ma non è finita qui.
Il giorno dopo, con la sua faccia da giovialone neerlandese, mi viene a dire che si era spiegato male e che parte del fossato che ho scavato è nel terreno del vicino, quindo devo reinterrarlo e scavarlo un po’ più in là.
Che mi ha fatto venire una tale rabbia che al posto del fossato ho scavato una buca sufficientemente profonda e larga per ospitare due cadaveri – vi lascio immaginare di chi – che poi la gente si sorprende che succedono dei delitti in posti di campagna dove la vita è sempre fluita pacificamente.

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