Festa de Lisboa

20/07/2010 § Lascia un commento

“Lisbona appartiene a quel tipo di portoghesi che dopo aver scoperto l’India rimasero senza lavoro e così, dopo una vita avventurosa, tra naufragi e conquiste che durarono due secoli, si ritirò timidamente in casa dove ora passa il tempo facendo la maglia e canticchiando il fado.” (Fernando Pessoa)

Ogni primavera però i santi del popolo bussano alla sua porta e Lisbona, vecchia signora sempre bambina, indossa abiti dai colori sgargianti, balla per strada e mangia sardine grigliate.
Il 13 giugno è Santo Antonio, patrono della città, che è poi lo stesso che in Italia chiamiamo Sant’Antonio da Padova, solo che a tutti gli effetti nacque a Lisbona, ma i Portoghesi son gente tranquilla e non perdono tempo a rivendicare la natalità di un santo, anche perché hanno ben di meglio da fare: divorare quantità enormi di sardinhas assadas, cioè sardine alla griglia
Sarà che il pesce è un simbolo della cristianità, sarà che celebrare un santo con delle processioni è veramente noioso, sarà che è buona, ma la sardina è la vera protagonista della festa.
Si fotta il santo (che tanto è morto) e si gridi tutti insieme: Viva a Sardinha!
Colonne di fumo salgono da ogni angolo del Bairro Alto e dell’Alfama, e dove c’è fumo c’è una delle migliaia di sardine che questa notte vengono abbrustolite. Le si mangia così, semplicemente appoggiate su un pezzo di pane. C’è chi si preoccupa di aprirla per toglierle la lisca, chi non mangia la testa e chi, come me, se ne frega e se la mangia tutta intera. Buona!
Si vende da bere e da mangiare semplicemente dalla porta di casa che dà sulle strade affollate di gente festante.
Qualcuno poggia due casse sul balcone e spara musica innescando danze nella strada: per alcuni, resistere è praticamente impossibile.

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