Tra cielo e terra

18/05/2010 § Lascia un commento

Oramai è diventata un ossessione e ogni qualvolta incontro uno straniero devo assolutamente accertarmene.
Dunque la prima cosa che ho chiesto ad Elena, l’antropologa bulgara, è stata:
– Esiste la sera in Bulgaria?
Appurato che anche sulle rive del Mar Nero si possa godere dell’intervallo sfumato che collega il pomeriggio alla notte, senza nemmeno bisogno di chiederglielo Elena mi ha anche immediatamente reso partecipe del fatto che sua madre è una grande fan di Toto Cutugno.
Comincio a preoccuparmi. Ho sempre pensato che l’Italia nel mondo fosse rappresentata dai fantastici quattro pizza, pasta, mafia e Berlusconi, invece Toto Cutugno col suo pacco pieno di banconote sembra batterli tutti.
Ma una cosa di cui l’Italia dovrebbe andare veramente fiera – e che pochi all’estero conoscono – è ben altra: le bestemmie.
A quanto pare infatti la bestemmia è un’attività tutta italiana la cui natura è persino difficile spiegare a chi non l’abbia mai praticata e proprio questa unicità la rende grandiosa.
Perché un bel diobestrega che saetta nell’aria al momento giusto secondo me è una delle grandi testimonianze del genio creativo italiano, secondo me le bestemmie le abbiamo inventate nel Rinascimento, hanno una bellezza così netta che solo un genio come Leonardo può averle ideate.
Non me ne vogliate, la mia non è un’invettiva antireligiosa, qui si decanta la bellezza della bestemmia come puro gesto estetico: le questioni filosofiche sull’esistenza di dio, l’ingerenza della chiesa nei sacrosanti cazzi nostri e il rispetto delle credenze altrui non devono intralciarci mentre scagliamo la nostra rabbia sotto forma di un paio di parole che, in uno straordinario esempio di sintesi linguistica, per un brevissimo istante uniscono cielo e terra e ci mettono in contatto con l’Ignoto.

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