Agar-agar

26/04/2010 § Lascia un commento

L’altro pomeriggio ho partecipato alla mia prima jam session, termine che, per uno come me che si vanta di non saper suonare nessun strumento, sta ad indicare l’incontro di due o più persone intenzionate a fare della marmellata.

Solo che Gil non trovava più l’agar-agar, che era sì il nome di una rivista, ma è anche il nome di un addensante che si ricava dalle alghe, e allora ha tirato fuori ‘sta storia di un suo amico olandese che faceva la marmellata di mandarini senza utilizzare nessun addensante perché, stando alla sua teoria, i semi di mandarino contengono della gelatina che col caldo vien fuori e addensa tutto quello che c’è da addensare.
Che a me am baleva un occ – mi ballava un occhio, come si dice in dialetto per esprimere incredulità – che secondo me Gil non aveva capito bene quello che il suo amico gli aveva detto.
Perché l’olandese è una lingua talmente ostica che nemmeno gli olandesi la capiscono e tutti parlano inglese perfettamente perché è l’unico modo di intendersi.
Comunque, si procede con la jam session: pela i mandarini, schiacciali, cuocili, aggiungi lo zucchero, ricuoci, fino ad ottenere una broda al sapor di mandarino che, una volta raffreddata, dovrebbe addensarsi in una marmellata, che a quel punto per i miei occhi diffidenti sarebbe stato come veder trasformare l’acqua in vino.
Che poi Gil fa delle marmellate buonissime, inventandosi dei curiosi mix di frutta come quella che mangiamo adesso al mattino, di cotogne, arance e cachi, che è ottima.
Solo che stavolta la teoria sui semi di mandarino del suo amico olandese non ha funzionato e la broda il giorno dopo era ancora una broda, la metteremo nello yogurt, che qui non si butta via niente.
Due giorni dopo riproviamo. Stavolta l’agar-agar è saltato fuori – che era nella casinha do coelho – ma il risultato è migliorato solo di poco.
Allora Gil, nell’indagare sulle cause del nostro ripetuto insuccesso, ha scrutato bene-bene l’etichetta del barattolo di agar-agar scoprendo che era scaduto da un anno.
Che io l’ho sempre detto che non bisogna fidarsi di tutto quello che ha un nome doppio che comincia per A.

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