Circoli viziosi

07/05/2011 § 5 commenti

Insieme al sesso, defecare è certamente uno dei grandi piaceri della vita.
Se il primo è stato abbondantemente investigato con opere complete come il Kamasutra e la produzione di falli artificiali di ogni foggia e dimensione, il secondo è stato assai trascurato e le possibili variazioni sul tema si limitano alla scelta tra turca e tazza.
Oramai pensavo che questa attività non mi avrebbe più riservato grandi sorprese, invece anche nel campo dell’espulsione delle scorie c’è spazio per nuove emozioni.
Una di queste è la compost toilet.
Molto diffusa in tutte le realtà agricole alternative, la compost toilet è un dispositivo tanto semplice quanto utile.
All’interno di una cabina posizionata all’aperto, si trova la classica ciambella del water che poggia sopra un buco nel quale le feci cadono per gravità andandosi a radunare un po’ più sotto.
Laggiù, grazie ad un processo di digestione aerobica, nel giro di qualche mese si trasformeranno in un ottimo compost.

In quella che abbiamo qui – completamente autocostruita – si effettua la separazione della parte liquida da quella solida: prima si urina in un bidet collegato ad un serbatoio a parte e poi ci si esibisce nel gran finale comodamente seduti sulla tazza. Ciò che esce dal vostro fondoschiena compirà un pauroso salto di un paio di metri, ma non temete: il risultato dei vostri sforzi atterrerà su un morbido cumulo di paglia ove potrete osservarlo orgogliosi.
Non c’è bisogno dello sciacquone: una volta terminate le manovre, non dovete fare altro che gettare una manciata di paglia sulle vostre feci in un rituale gesto d’addio verso una parte di voi che è perduta per sempre. La paglia – che trovate a vostra disposizione in un bidone posto all’interno della toilet – è semidecomposta: ciò fa si che in essa siano già presenti i batteri che provvederanno a compiere il lavoro di demolizione della sostanza organica.

Come in ogni cesso che si rispetti, sono a vostra disposizione un plico di riviste che potrete consultare per rendere la vostra esperienza il più appagante possibile. Il tutto si svolge in maniera comoda e pulita, senza cattivi odori né insetti fastidiosi.
I vantaggi della compost toilet sono molteplici: non si spreca acqua, non si inquina l’ambiente e si ottiene concime a costo zero.
Quest’ultimo è l’aspetto più affascinante ed allo stesso tempo inquietante: le vostre feci si trasformano in fertilizzante che viene usato per concimare l’insalata che poi mangerete.
Dunque l’uso della compost toilet è da considerarsi come il primo passo verso la coprofagia.

Si salvi chi vuole

03/03/2011 § 1 Commento

Questo discorso del comico statunitense George Carlin, che grazie a YouTube è stato visto molto anche in Italia, rischia di essere completamente frainteso o di essere liquidato come una divertente provocazione.
In verità, consapevolmente o no, nel suo intervento Carlin si riferisce con precisione ad una delle più affascinanti ipotesi scientifiche del ‘900: la Teoria di Gaia, formulata nel 1970 dal chimico britannico James Lovelock.
In breve, Lovelock sostiene che il pianeta Terra, nell’insieme di tutte le sue forme di vita, tenda a mantenere un equilibrio costante delle condizioni che rendono possibile la vita stessa, reagendo attivamente alla variazione dei fattori (attività solare, precessione degli equinozi, impatti con asteroidi, attività antropica etc) che possono mutare questo equilibrio.
Dunque, come ha già fatto nel corso della sua lunga storia, il pianeta reagirà anche alle porcate che l’uomo gli sta facendo, adottando contromisure che permetteranno di mantenere le condizioni idonee alla presenza di forme di vita.
Questo naturalmente non significa che possiamo continuare ad inquinare il pianeta allegramente: il sistema Gaia si autoregola per permettere alla vita di continuare ad esistere sul pianeta, vita che non ha nessun bisogno di includere quella umana.
Se proprio vogliamo preoccuparci dobbiamo farlo per noi stessi, perché il nostro stile di vita dissennato mette a rischio innanzitutto la sopravvivenza della nostra specie, mentre del pianeta possiamo tranquillamente fottercene che tanto sa arrangiarsi da solo.
Consiglio vivamente la lettura dei testi di James Lovelock, come ad esempio “Gaia. Nuove Idee sull’Ecologia” (Bollati Boringhieri), perché possono mutare per sempre la vostra visione del mondo.

Una fattoria per il futuro

22/12/2010 § Lascia un commento

Quello che vi volevo raccontare sul Portogallo – che non coincide affatto con tutto quello che c’era da raccontare – oramai ve l’ho raccontato.
Dunque, in attesa delle mie nuove avventure previste per marzo, vi tocca subirvi le mie elucubrazioni su quella che è la mia nuova passione: la permacultura.
Per cominciare, se avete voglia di investire un’ora del vostro prezioso tempo, qui c’è un bel documentario che illustra come l’agricoltura intensiva non potrebbe esistere senza il petrolio, di quanto sia inquinante e di come renda sterile il terreno.
Una possibile alternativa è proprio la permacultura, della quale si illustrano i principi base.
Buona visione.

Il rifugio dell’anima

07/12/2010 § Lascia un commento

“Mentre le scene agresti di un tempo vengono spazzate via dall’ondata della modernizzazione, dobbiamo chiederci sinceramente se saremo in grado di affrontare la scomparsa dello spirito estetico dei nostri antenati contadini, che consideravano il riso come il rifugio della loro anima ed osservavano estasiati le centinaia di lune che si riflettevano nelle centinaia di campi di riso.”

(Masanobu Fukuoka)

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