Torri Piezometriche #10

17/06/2014 § Lascia un commento

Strana la vita, eh?
Certo che è strana, per fortuna che lo è, sennò sai che due maroni arrivare fino a ottantanni senza crepare prima?
Cosa succede? Succede che incontro due amici che non vedevo da anni, li incontro separatamente ad un paio di settimane di distanza l’uno dall’altro – che io manco sapevo che si conoscessero tra di loro – e scopro che insieme si dilettano a gestire un blog che tratta di torri piezometriche, uno le fotografa e l’alto scrive cose a caso.
A dire il vero, questi sprovveduti non sapevano nemmeno che l’oggetto del loro interesse avesse quel nome, torri piezometriche, dei veri geniali dilettanti, cosa vuoi mai, siam poi nel Terzo Millennio, non si può pretendere troppo.
Se vuoi li trovi qui http://zumzeri.altervista.org/blog/

(foto di Viglio Ferrari)

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Una vita da porcaro – Pt 3

19/03/2014 § Lascia un commento

L’altro giorno mi sono inventato un gioco con le pecore, che qui, come potete immaginare, non ci sono molti svaghi.
La stalla dove stanno è stretta e lunga, con una mangiatoia ad ogni estremità. Il gioco è molto semplice ma regala grandi soddisfazioni. Prima si mette una forcata di fieno in una mangiatoia e VROOOOOOOM tutte le settanta pecore si precipitano ad un lato della stalla. Poi si mette una forcata di fieno nell’altra mangiatoia e VROOOOOOOOM tutte le settanta pecore si precipitano al lato opposto della stalla. E via così, senza fine, una partita a ping pong umani Vs ovini.
Son stupide le pecore – vaccaboia se son stupide – eppure continuano ad emanare un inspiegabile fascino verso il genere umano. Qui tutti, appena han saputo che ho a che fare con gli ovini, han detto: "Ooooh le pecore, che belle le pecore, voglio assolutamente venire a vederle", poi alla fine non è venuto nessuno ed è meglio così perché non posso mica star qui a perder tempo a rincuorarli per la cocente delusione derivata dal fatto che le pecore alla fine, oltre che stupide, son poi anche brutte e sporche e fanno BEEEEE esattamente come lo faresti tu, con una voce da Homo Sapiens Sapiens che è una cosa inquietante. Gli agnellini sì, son bellissimi, ma poi crescono e la magia finisce.

I maiali, quelli sì che son belli, il mondo perde tempo con gli erbivori e non si rende conto di quanto i sùidi siano delle creature meravigliose. E poi non son nemmeno sporchi ,che quei pochi che abbiamo in una stalla son così bravi che si fanno il giaciglio di paglia da una parte e vanno a fare i loro bisogni dalla parte opposta, mentre le pecore cagano dappertutto indiscriminatamente e hanno grappoli di tarzanelli che pendono dalla coda.
Guarda un po’ che sguardo sveglio e simpatico che c’ha luiquà, è un furbino che ha trovato un buco nella recinzione da cui passare e se ne va a zonzo indisturbato.

Nel recinto coi maiali ci sono anche due cani che dovrebbero fare la guardia contro i cinghiali. I cani fanno l’unica cosa di cui sono capaci, cioè abbaiano in continuazione, cosa totalmente inutile contro i cinghiali che – indisturbati – continuano a farsi i loro porci comodi, ovvero vengono vicinissimi a mangiare l’orzo insieme ai loro cugini domestici e si incrociano spesso e volentieri con loro dando origine a dei bestiolini deliziosi come questi

Poi ad un certo punto se ne vanno, mica perché abbiano paura dei cani – che se volessero se li mangerebbero in un boccone – ma perché sono più intelligenti ed hanno capito che bisogna dargli un contentino: i cani abbaiano rompendo il cazzo giorno e notte illudendosi di aver fatto il loro dovere, mentre i cinghiali scorazzano silenziosi, sicuri di poter fare quel che gli pare.

Una vita da porcaro – Pt.2

12/03/2014 § Lascia un commento

All’ultimo momento, quando ormai avevo accettato l’incarico di porcaro supplente, al manipolo di maiali alla stato brado si è aggiunto anche un gregge di settanta pecore.
Le pecore, se non lo sapete, sono gli animali più stupidi del creato: l’evoluzione le ha fornite di un bel maglione di lana ma non di un cervello.
Guardandole negli occhi, in quello sguardo capace di una sola inespressiva espressione, vedi il vuoto cosmico e in un meraviglioso istante finalmente capisci che la solidità della materia è solo un’illusione e ti rendi conto di quanto immenso sia lo spazio che c’è nell’atomo tra il nucleo e gli elettroni che gli girano attorno. Quello spazio, quel vuoto, è la materia di cui è fatto il cervello delle pecore.

Quando gli dai da mangiare si precipitano verso il fieno travolgendo tutto e tutti noncuranti degli ostacoli che si trovano davanti, si accalcano, si spingono, cercano di passare da buchi più piccoli di loro, procedono in una direzione con la stessa determinazione e capacità di pensiero che hanno delle biglie che scivolano su un piano inclinato, però le biglie lo fanno in modo più elegante.

Il primo giorno che ero qui ci siamo dedicati ad uno screening di massa per verificarne lo stato di salute marcandone il vello con una bomboletta di vernice blu per poterle poi distinguere facilmente.

un puntino = pecora col latte (L)
due puntini = pecora con molto latte (L+, cioè Latte Più)
riga longitudinale = pecora sana (S)
riga trasversale = pecora probabimente ammalata, da far vedere al veterinario (A)

Per ricordarci il significato dei vari simboli ci siamo fatti una legenda sul muro della stalla: un giorno qualcuno scoprirà i nostri graffiti e si farà molte domande.

Una vita da porcaro

10/03/2014 § Lascia un commento

La prima volta che vidi questi maiali rimasi molto impressionato.
Da adulti sono delle bestie enormi e quando si issano appoggiando le zampe anteriori sul cancello raggiungono quasi la mia altezza e non hanno un’aria molto rassicurante, soprattutto quando sono affamati. Così come rimasi impressionato dai grugniti inquietanti che fanno al mattino quando gli si porta da mangiare. Potete farvi un’idea di cosa intendo ascoltando questa registrazione.

Oltre al cibo che trova razzolando nel bosco, ogni maiale mangia ogni giorno tre palettate di orzo.
Ogni palettata è circa un chilogrammo e in un secchio ce ne stanno sei. Date queste informazioni, quanto pesa un secchio pieno d’orzo?
Non lo so esattamente, ma pesa molto più dei sei kg che ci aspetterebbe perchè l’orzo viene lasciato a mollo nell’acqua per renderlo meglio assimilabile dai maiali, quindi ogni secchio contiene sei chili di orzo e una quantità indefinita di acqua.
Quello che so è che ogni mattina devo dare ai maiali 24 secchi di orzo imbibito di acqua per un peso totale che solo le mie spalle e la mia schiena sanno quantificare.
Però, già dalla prima secchiata – che devi anche cercare di lanciare lontano per distribuire l’orzo e far mangiare un po’ tutti – i maiali si calmano e ai minacciosi grugniti si sotituisce il suono pacato delle loro mandibole al lavoro che potete ascoltare qui.

Come tutti gli animali, quando si tratta di cibo anche i maiali si azzuffano tra di loro e quelli più grossi sanno come farsi rispettare, scacciando con forti grugniti, morsi e spintoni i maiali che non rispettano la gerarchia. Questa lotta senza esclusioni di colpi per mangiare più cibo possibile si spiega col fatto che qui c’è un concorso che premia i due maiali più grassi con una gita premio. La destinazione della gita è segreta ma deve essere molto bella perché nessuno dei maiali che vi ha partecipato è più tornato indietro. I maiali hanno capito che deve trattarsi di un posto bellissimo e fanno di tutto per ingrassare il più possibile, ne son partiti due anche ieri, dovevi vedere com’eran contenti.

Se da grandi hanno un’aria un po’ minacciosa – ma poi li si conosce e ci si prende confidenza – da piccoli i maiali sono delle bestioline che te non hai idea di quanto siano belle.
Sembrano dei porcellidi d’india, corrono curiosi e saltellano qua e là squittendo per poi azzuffarsi per prendere il latte dalla mamma.

Ai maiali piace molto anche il fieno e ogni tre giorni gliene dò un po’. Ne prendono una boccata e scuotono la testa di qua e di là tutti felici, poi un po’ ne mangiano e un po’ lo stendono ben benino per terra per farci la lettiera buttandocisi sopra di peso, o meglio "come porco morto cade". Poi insieme agli amici formano degli intricatissimi puzzle viventi dei quali è pressocché impossibile stabilire il numero di pezzi. Son dei mattacchioni i maiali, altrochè!

Torri Piezometriche #9

08/05/2013 § 1 Commento

Roncocesi

Torri Piezometriche #8

20/02/2013 § Lascia un commento

Torre Piezometrica Sassuolo (foto: Chiara Soldati)

(foto di Chiara Soldati)

Pare che fosse addirittura Goethe a dire che niente è più difficile da vedere con i propri occhi di quello che si ha sotto il naso.
Infatti, a furia di girare il mondo a caccia di torri piezometriche, non ho notato quelle che ho sotto casa. Ecco allora che, grazie a questa bella immagine, posso omaggiare la torre che accompagna la massiccia silhouette del Palazzo Ducale di Sassuolo. E questo è niente, perché è proprio nella mia città natale che sorge uno degli esempi più clamorosi di questi manufatti: la torre piezometrica dello stabilimento delle ceramiche Marazzi, ornata sulla cima nientemeno che da una madonnina illuminata, proprio come il duomo di Milano. Spero di catturarne presto un’immagine che ne renda degnamente la gloria.

Riassunto delle puntate precedenti

18/02/2013 § Lascia un commento

Nonostante le insistenti richieste giuntemi da più parti, continuo a latitare nell’opera di rimpolpare questo blog.
In attesa della primavera che lo farà gloriosamente rifiorire (è una promessa da marinaio la mia, oramai lo si è capito) i pochi sfortunati che non hanno ancora potuto godere delle mie avventure extra-agricole potranno rifarsi leggendo gli articoli che scrissi qui e qua che vagamente rendicontano di cosa è successo negli ultimi mesi, oltre a rafforzare in me la convinzione che Salti Mortali sia non solo il titolo di un blog ma di una vita intera.

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